Sequestro dell’ impresa per violazione norme sulla sicurezza e utilizzo di immigrati irregolari

la Corte di cassazione chiarisce che può essere sequestrata l’impresa che impiega dipendenti extracomunitari irregolari in violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro.

La Cassazione spiega che oggetto della misura cautelare reale del sequestro può essere anche un’intera azienda, una volta che siano accertati indizi che anche solo alcuni dei beni aziendali, proprio per la loro collocazione strumentale, sono utilizzati per la consumazione del reato.

Nei fatti, inoltre, la Cassazione ribadisce che un’azienda che si è strutturata per lo svolgimento di attività lavorativa, con il prevalente impiego di lavoratori privi del permesso di soggiorno, può vedersi mettere sotto sequestro, con adeguata e puntuale motivazione sulla necessità di una misura così grave in rapporto al principio della libera iniziativa economica, macchinari, immobili e strutture, per impedire che prosegua lo sfruttamento di manodopera illegale.

Fonte: Il Sole 24 Ore

ANF quando serve l’autorizzazione dell’INPS

 

In caso di particolari condizioni familiari che possono influire sull’insorgenza del diritto all’ANF,

 

sulla variazione della tipologia del nucleo e sulla possibile duplicazione del pagamento, la corresponsione dell’ANF deve essere preventivamente autorizzata dall’INPS.

 

In tali casi il lavoratore dovrà presentare la domanda di autorizzazione ANF all’INPS, ossia il “mod. ANF 43”, e dopo aver ottenuto l’autorizzazione dovrà presentare quest’ultima a corredo della domanda di ANF al datore di lavoro.

 

A chiarirlo è l’INPS con il messaggio n. 6702/2013, a seguito delle numerose richieste di chiarimento pervenute in merito al rilascio dell’autorizzazione per la percezione dell’ANF.

 

Il lavoratore deve presentare la domanda di autorizzazione Anf all’INPS (Mod. ANF 43) e dopo aver ottenuto l’autorizzazione dovrà presentare quest’ultima a corredo della domanda di ANF al datore di lavoro. Ciò in quanto il suddetto modello costituisce una vera e propria autorizzazione
dell’INPS al pagamento della prestazione da parte del datore di lavoro.

29/04/2013

 

Fisco: controlli sui conti correnti “anomali”

L’Agenzia delle Entrate lancerà elaborazioni informatiche di massa individuando indici di controllo; i risultati delle elaborazioni le forniranno indicatori di anomalia finanziaria che non costituiscono di per sé indizi di evasione fiscale, ma rappresentano elementi di rischio da valutare.

Per esempio le anomalie potrebbero essere: l’individuazione di operazioni non coerenti rispetto al profilo economico-finanziario, saldi anomali, utilizzo di  particolari mezzi e modalità di pagamento (contanti), tipologia e utilizzo frequente di  operazioni fuori conto.

Le anomalie e gli incroci patrimoniali e dichiarativi consentiranno al fisco di creare liste di controllo e di attivare attività di accertamento. In particolare, le strutture centrali potrebbero direttamente attivare sul contribuente controlli standardizzati (redditometro); ovvero gli uffici periferici potrebbero, sulla base delle informazioni ricevute, attivare ulteriori analisi, o controlli interni o inviare ai contribuenti questionari o, ancora, aprire una vera e propria verifica fiscale.

L’apertura della fase di controllo nei confronti dei contribuenti consente all’amministrazione finanziaria di attivare eventualmente indagini finanziarie mirate. Sotto questo profilo si ritiene che le indagini fınanziarie non possano, però, essere svolte in modo automatico e consequenziale, ma che necessitino di una preventiva autorizzazione del direttore regionale o del direttore centrale accertamento dell’agenzia delle Entrate, secondo le modalità espressamente disciplinate dagli articoli 32, primo comma, numero 7) del Dpr 600/73 e 51, 2 comma, nel Dpr 633/72. Solo così il fisco potrà ottenere le informazioni relative alle singole operazioni realizzate con i rapporti fınanziari considerati e potrà utilizzare, in sede di rettifica, le presunzioni o il meccanismo dell’inversione dell’onere della prova.

Fonte: Il Sole 24 Ore

27/03/2013

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