Redditometro 2.0
Il «redditometro 2.0», previsto dalla manovra estiva del 2010 e attuato dal Dm del 24 dicembre scorso, è la nuova versione dello strumento induttivo per l’accertamento sintetico del reddito. Rispetto al vecchio strumento, amplia le voci di spesa messe sotto esame (oltre 100 voci) e le articolazioni dei calcoli per categoria di contribuente.
Gli accertamenti basati sul meccanismo del nuovo redditometro scatteranno nei prossimi mesi, e si concentreranno in prima battuta sui redditi 2009 registrati nelle dichiarazioni del 2010.
Il redditometro mette nel mirino chi mostra scostamenti almeno del 20 per cento fra il reddito dichiarato e quello presunto in base alla spesa.
L’utilità di conservare scontrini e ricevute delle spese sostenute per difendersi da un eventuale accertamento da redditometro va valutata innanzitutto in base alla tipologia di spesa, ma occorre tener presente che non è assolutamente scontato che questi documenti possano essere ritenuti idonei dall’agenzia delle Entrate. Anzi, in casi in cui la spesa risultasse maggiore di quella stabilita dall’Istat, potrebbero, addirittura, rivelarsi dannosi in quanto emergerebbe una spesa maggiore di quella calcolata dall’ Istituto.
RICEVUTE DA CONSERVARE SEMPRE
– PAGAMENTI FATTI DA TERZI; DONAZIONI O REGALI IN DENARO: Conservare sempre prova dell’erogazione
– MUTUI: Se il pagamento è fatto in tutto o in parte da terzi bisogna lasciare una traccia (assegno, bonifico). In caso contrario basta copia del bonifico alla banca
RICEVUTE DA TENERE
– RETTE E TASSE SCOLASTICHE; ELETTRODOMESTICI ED ARREDI: Conservare la ricevuta di pagamento se la somma corrisposta è inferiore rispetto all’indice Istat.
– BOLLETTE UTENZE; ASSICURAZIONI; VIAGGI E VACANZE; AUTO E MOTO: Anche se già rilevato dall’Anagrafe tributaria, può essere utile conservare la documentazione solo per dimostrare errori di tale rilevamento. In caso di pagamento da parte di terzi rispetto all’intestatario (ad esempio i genitori) è opportuno conservare la prova del pagamento (carta credito, addebito in conto, bancomat)
RICEVUTE CHE DI FATTO NON SERVONO
– BENI ACQUISTATI PER IMPORTI SUPERIORI AD € 3.600,00: I dati affluiscono direttamente dall’ anagrafe tributaria
– BENI ALIMENTARI
– LIBRI
– BENI PER LA CASA (biancheria, detersivi, pentole, eccetera)
– GIOCATTOLI
– PRODOTTI HI FI.
17/01/2013
Fonte: Il Sole 24 Ore
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