Novità 2013: Indennità ASPI finanziata dal contributo di licenziamento (a carico azienda)
Per quanto riguarda il finanziamento della nuova assicurazione per l’impiego, i datori di lavoro pagano l’1,31%, ossia lo stesso contributo versato oggi per la disoccupazione. Questo per i contratti a tempo indeterminato. Per i contratti a termine, l’azienda paga oltre all’1,31% anche un contributo aggiuntivo pari all’1,4%, che potrà essere recuperato in caso di stabilizzazione.
Il trattamento iniziale dell’Aspi, entra anche nel calcolo del contributo di cessazione del rapporto di lavoro, individuale e collettivo (fatta eccezione le dimissioni) indicato anche come contributo di licenziamento. Tale contributo, che è un importo versato una tantum all’Inps è a carico dei datori di lavoro e concorre a finanziare l’Aspi.
Nel caso di licenziamento individuale, il contributo è pari alla metà del trattamento iniziale dell’Aspi per ogni 12 mesi di anzianità ed è conteggiato fino ad un massimo di 36 mesi. Quindi l’importo massimo è pari ad 1,5 volte il trattamento iniziale dell’Aspi. Dal 1° gennaio 2017, nei casi di licenziamento collettivo in cui la dichiarazione di eccedenza di personale non sia stata oggetto di accordi sindacali, il contributo in questione è versato in misura pari al triplo.
Esempio calcolo Aspi e contributo licenziamento
– Retribuzione complessiva nei due anni precedenti il licenziamento
= 30.000 euro
– Numero di settimane di contribuzione = 104 (l’attività lavorativa è stata
di 2 anni)
– Retribuzione media settimanale = 30.000/104 = 288,46
– Retribuzione media mensile = 288,46 x 4,33 = 1.249
– Aspi = 75% di 1180 = 885 + 25% di 69 (=1249-1180) = 17,25 = 885 +
17,25= 902,25
Contributo licenziamento individuale (con 36 mesi di anzianità aziendale)
Contributo = (902,25 / 2) x (36 / 12) = 451,12 x 3 = 1.353,36 (carico azienda)
Contributo licenziamento collettivo (con 36 mesi di anzianità aziendale)
Contributo licenziamento individuale per tre = 1.353,36 x 3 = 4.060,08 (carico azienda)
27/11/2012
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