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In azienda l’anziano si fa «tutor» per il giovane

Un patto tra le generazioni, un accordo attraverso il quale i lavoratori più anziani accettano di fare spazio ai più giovani, anche a costo di cedere parte del proprio lavoro.

 

È questo il succo del decreto firmato dal ministro del Lavoro e delle politiche sociali: il provvedimento prevede infatti la possibilità di concludere un accordo fra cinque attori diversi: soggetti pubblici, enti previdenziali, imprese, lavoratori anziani, lavoratori giovani.

In pratica, il lavoratore anziano accetta di accontentarsi di un contratto part time al posto del suo vecchio contratto a tempo indeterminato; il lavoratore giovane viene assunto con contratto di apprendistato o a tempo indeterminato; il soggetto pubblico si fa carico di versare all’ente di previdenza i contributi aggiuntivi in favore del lavoratore anziano, per garantirgli un livello di copertura pensionistica adeguato.
“L’idea di un patto fra generazioni – spiega il ministro Elsa Fornero – è certamente una prospettiva, anche etica, di grande respiro, che si auspica possa in futuro sostenere azioni concrete per disegnare una società più equa e più inclusiva”.

Negli obiettivi del ministero, questo decreto dovrebbe consentire di assicurare la salvaguardia dei livelli di occupazione per le nuove generazioni e di mantenere, contemporaneamente, condizioni di reddito accettabili per le fasce di popolazione meno giovani.
Il decreto è stato messo a punto dal ministero a ottobre ed è stato verificato dagli Organismi nazionali di controllo: ora è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

LA POSSIBILITÀ: Il decreto rende possibile a un lavoratore anziano accettare di trasformare il proprio rapporto di lavoro da tempo indeterminato a part-time, per favorire l’assunzione di un giovane con contratto di apprendistato o a tempo indeterminato

LA CONDIZIONE: La condizione è che l’interrelazione tra nuova assunzione e riduzione dell’orario di lavoro comporti un saldo positivo occupazionale aziendale.

13/12/2012

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