Archivio Autore

Età pensionabile dal 01 gennaio 2016

 

 

 

 

E’ ormai chiaro a tutti i lavoratori che andremo in pensione sempre più tardi.

Ma la domanda che in molti si pongono è quando?

 

Dal 1 gennaio 2016 gli incrementi dell’età pensionabile hanno portato ancora più avanti il miraggio della pensione.

Lavoratrici dipendenti – Pensione di vecchiaia

  • dal 2016 – 65 anni e 7 mesi
  • dal 2017 – 65 anni e 7 mesi
  • dal 2018 – 66 anni e 7 mesi
  • dal 2019 – 66 anni e 7 mesi (da adeguare alla speranza di vita)

Lavoratrici autonome e iscritte alla gestione separata – Pensione di vecchiaia

  • dal 2016 – 66 anni e 1 mese
  • dal 2017 – 66 anni e 1 mese
  • dal 2018 – 66 anni e 7 mesi
  • dal 2019 – 66 anni e 7 mesi (da adeguare alla speranza di vita)

Lavoratori dipendenti – Pensione di vecchiaia

  • dal 2016 – 66 anni e 7 mesi
  • dal 2017 – 66 anni e 7 mesi
  • dal 2018 – 66 anni e 7 mesi
  • dal 2019 – 66 anni e 7 mesi (da adeguare alla speranza di vita)

Lavoratori autonomi e iscritti alla gestione separata – Pensione di vecchiaia

  • dal 2016 – 66 anni e 7 mesi
  • dal 2017 – 66 anni e 7 mesi
  • dal 2018 – 66 anni e 7 mesi
  • dal 2019 – 66 anni e 7 mesi (da adeguare alla speranza di vita)

Pensione anticipata – Requisiti per uomini e donne

  • dal 2016 al 2018 – Uomini [42 anni e 10 mesi] – Donne [41 anni e 10 mesi]
  • dal 2019 al 2020 – Uomini [42 anni e 10 mesi] – Donne [41 anni e 10 mesi] (entrambi da adeguare alla speranza di vita)

Queste nuove indicazioni sull’età pensionabile si trovano nel decreto del 16 dicembre 2014 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2014.

 

28/04/2015

 

 

 

 

Attività ispettiva 2015

 

 

 

 

Contrasto all’occupazione in nero, fenomeno «ulteriormente acuito» dalla crisi economica, ma anche controlli più stringenti sull’inosservanza delle norme in materia lavoristico-previdenziale e

aumento dei ricorsi alle conciliazioni monocratiche e alle diffide accertative per deflazionare il contenzioso e soddisfare le pretese patrimoniali del lavoratore.
Sono basati su queste linee guida i criteri di vigilanza ispettiva per l’anno in corso contenuti nel documento di programmazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in cui si prevede di sottoporre a verifica «almeno» 132.500 aziende, ripartite su base regionale, tenendo conto delle caratteristiche specifiche dei fenomeni di irregolarità emergenti nei diversi ambiti locali.

 

Su queste basi, i controlli più numerosi saranno effettuati in Puglia (13.880), seguita da Lombardia (13.800) e Lazio (12.600).

Nel documento sono previste, inoltre, almeno quattro specifiche campagne di vigilanza «straordinarie», che saranno organizzate nel corso dell’anno.

Per quanto concerne il lavoro sommerso – che interessa particolarmente l’edilizia, il commercio, la ristorazione e l’agricoltura – nel documento si prevede che gli uffici territoriali potranno programmare i cosiddetti accessi «brevi», verificando in maniera mirata all’interno dell’azienda solo l’esistenza di lavoratori in nero.

 

28/04/2015

 

 

 

 

Newsletter

Rimani aggiornato sulle ultime novità

Nome *
Email *