L’INPS torna a parlare nuovamente di incentivi per l’assunzione delle quote rosa.
E questa volta lo fa stabilendo il ripristino del bonus che riconosce uno sgravio contributivo del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro per l’assunzione di “donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea”.
L’incentivo spetta in caso di: assunzioni a tempo indeterminato; assunzioni a tempo determinato; trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato. Inoltre, l’agevolazione spetta anche per assunzioni a tempo parziale e per scopo di somministrazione. A essere inclusi sono anche i rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro, ai sensi della L. n. 142/2001.
Restano esclusi, invece: i rapporti di lavoro domestico; intermittente; ripartito e accessorio. Lo sgravio contributivo, pari al 50% dei contributi a carico dei datori di lavoro, dura: per 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato; per 12 mesi in caso di assunzione a tempo determinato. Se il rapporto viene trasformato a tempo indeterminato la riduzione è riconosciuta per complessivi 18 mesi.
Nei giorni scorsi l’INPS aveva decretato lo stop degli incentivi – a decorrere dal 1° luglio 2014 – per le nuove assunzioni delle suddette categorie di lavoratrici, a causa della mancata proroga della Carta degli aiuti a finalità regionale.
Tale decisione, ora, è da ritenersi non più valida, in quanto è possibile continuare a considerare utili ai fini dell’applicazione dell’incentivo le aree indicate nella Carta di aiuti a finalità regionale.
L’esito negativo attribuito alle istanze già inviate, con la motivazione del mancato rinnovo della Carta, sarà annullato automaticamente dai sistemi informativi centrali e sostituito con un esito positivo di accoglimento, con contestuale attribuzione del Codice di Autorizzazione “2H” in favore delle matricole interessate.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 165 del 18 luglio 2014 il nuovo bando dell’ INAIL in materia di salute e sicurezza sul lavoro
che, in attuazione dell’art. 11, comma 5, del d.lgs. 81/2008 e s.m.i., va a finanziare le imprese del settore edile, lapideo ed agricolo a fronte di investimenti in progetti di innovazione tecnologica che vadano a migliorare le condizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Possono accedere al finanziamento le piccole e micro imprese operanti nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, dell’estrazione e lavorazione dei materiali lapidei, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura.
Le diverse tipologie di progetto ammesse verranno stabilite dai singoli bandi regionali/provinciali pubblicati sul sito INAIL.
Il contributo verrà erogato in conto capitale fino ad un massimo del 65% dei costi sostenuti per la realizzazione del progetto al netto dell’IVA, purché documentati. In ogni caso il contributo massimo concedibile a ciascuna impresa, nel rispetto del regime “de minimis”, non potrà superare l’importo di euro 50.000,00 , mentre il contributo minimo ammissibile è pari a mille euro.
Le istanze potranno essere inviate a partire dal 3 novembre 2014 fino alle ore 18,00 del 3 dicembre 2014.
Accanto ai giovani che tentano disperatamente di inserirsi nel mondo del lavoro, spesso senza buoni risultati, è possibile trovare una categoria di lavoratori altrettanto disagiata.
Stiamo parlando degli over 50 che dopo essere stati espulsi dal mercato del lavoro intendono ritrovare un’occupazione.
Per questi ultimi, però, riottenere un lavoro è veramente durissimo, in quanto ritenuti troppo vecchi per essere rioccupati.
E la difficoltà a ritornare in pista si aggrava con il tempo: per un ultracinquantenne infatti la ricerca di una nuova occupazione può durare in media, dato 2013, anche più di 2 anni, 27 mesi per l’esattezza, 6 in più rispetto al totale dei disoccupati.
Gli over50 sono stati spesso oggetto di mirati interventi da parte del Governo, una su tutti la recente Riforma Fornero (L. n. 92/2012) che aveva tentato di far guadagnare appeal all’assunzione di tali lavoratori mediante uno sgravio contributivo del 50%.
Tuttavia, il 2013 si è rivelato un anno nero per gli over50; infatti, l’incremento dei disoccupati per questa fascia di età ha sfiorato il 147% rispetto al 2008, un esercito di 438 mila lavoratori troppo giovani per la pensione, troppo vecchi per essere reinseriti sul mercato, in assenza di politiche efficaci.
A guadagnare la maglia nera tra il 2008 ed il 2013, mediante il 60% circa della crescita dei disoccupati uomini ultracinquantenni, è il settore delle costruzioni e dell’industria manufatturiera.
Le donne, invece, hanno perso lavoro soprattutto nei comparti dei servizi collettivi e alla persona.
Per invertire il trend negativo, i canali utilizzati dai disoccupati maturi per cercare lavoro non si discostano troppo, comunque da quelli della media dei disoccupati.
Circa 9 su 10, si affidano infatti, al passaparola di parenti e amici mentre 1 su 3 si affida ai centri per l’impiego.
Meno utilizzati, invece, l’invio dei curricula (54% contro il 69,4%), la consultazione di internet (31,9% rispetto al 53,5%) e il ricorso alle agenzie interinali (15,3% rispetto al 19,2%).