Novità decreto IRPEF
Il decreto Irpef è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 aprile e da martedì partirà il suo iter in Senato per la conversione in legge.
Il decreto noto per le 80 euro mensili ai lavoratori, ha molte disposizioni rilevanti anche per le imprese.
Abbiamo infatti già parlato del taglio previsto per le aliquote Irap: un taglio che è stato disegnato secondo due distinte fasi.
L’abbattimento previsto per il 2014 non si riverserà, nella stessa misura, sugli acconti calcolati con il metodo previsionale, in quanto, per questi ultimi, sono state designate aliquote ad hoc.
Nessuna novità invece per gli acconti calcolati con il metodo storico, in quanto, come noto, per questi ultimi, l’importo da versare è pari al 100% (per le società di persone e le imprese individuali) o al 101,50% (per le società di capitali) dell’imposta versata l’anno prima.
Le altre novità introdotte dal Decreto Irpef sono sicuramente meno favorevoli per le imprese: basti pensare, in tal senso, al necessario pagamento in un’unica soluzione (entro il 16 giugno 2014) dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione dei beni delle società, per la quale, quindi, non sarà più possibile optare per il pagamento in 3 rate.
Altra cattiva notizia riguarderà i creditori delle PA, i quali vedranno ridursi le possibilità di pagamento: a causa dei vincoli del Patto di stabilità, infatti, i pagamenti reali saranno circa pari a 5 miliardi, sebbene gli anticipi di liquidità agli enti debitori fossero pari a 8,77 miliardi.
Le novità per le famiglie
Diverse sono anche le novità per le famiglie, alcune favorevoli, altre decisamente meno.
In primo luogo merita di essere sottolineata la completa cancellazione della ritenuta d’acconto del 20% che era stata prevista per i bonifici esteri, ma, all’opposto, i contribuenti si troveranno a versare una maggiore aliquota sui redditi di natura finanziaria: l’aliquota del 20% salirà, dal 1°luglio, al 26%.
Saranno colpite dall’aumento non solo gli investimenti in titoli azionari e obbligazioni, ma anche gli interessi sui conti correnti postali e bancari e i depositi, nonché gli utili distribuiti dalle società di capitali.
È tuttavia consentito l’affrancamento delle plusvalenze latenti secondo la vecchia aliquota del 20% entro il 1°luglio.
Il ministero dell’Economia e dell’Agricoltura dovranno inoltre rivedere la mappa dei terreni agricoli di montagna e collina: si ridurranno quindi le aree che beneficiano dell’esenzione da IMU.
Altre novità riguardano infine, il versamento delle imposte che dal 1° ottobre 2014, dovranno essere effettuati tramite F24 telematico non più cartaceo.
28/04/2014
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