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Con la Quir il datore di lavoro perde liquidità

 

 

 

Per alcune aziende il Tfr in busta paga può comportare una perdita secca di liquidità senza il salvagente del finanziamento assistito.

 

Si tratta delle aziende che occupano più di 50 dipendenti, le quali non possono accedere al finanziamento assistito da garanzia per far fronte alle richieste di liquidazione della quota maturanda di Tfr in busta paga.

Per la maggior parte di esse la perdita di questa fonte di autofinanziamento non è una novità: fin dal 2007 la legge di riforma della previdenza complementare le aveva obbligate a conferire al Fondo di tesoreria dell’Inps tutte le quote di Tfr non devolute dai lavoratori ai fondi pensione.

Il legislatore, tuttavia, pare non aver tenuto conto dell’impatto della Quir sulle aziende che nel 2006 avevano meno di 50 addetti e che negli anni successivi hanno superato tale soglia.

Per queste aziende, non obbligate a versare il Tfr al Fondo di tesoreria dell’Inps sulla base dell’organico “cristallizzato” alla media del 2006, la richiesta della Quir da parte dei lavoratori rischia di trasformarsi in un vero e proprio salasso.

La perdita di liquidità, quantificabile in circa il 7% delle retribuzioni lorde mensili dei lavoratori optanti, non è compensata da alcuna forma di finanziamento a tasso agevolato, a differenza di quanto avviene per le aziende di dimensioni minori. 

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

 

27/03/2015

 

 

 

 

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