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Gestione Separata : Allarme contributi perduti

A causa di malfunzionamenti del sistema informatico INPS, sembrerebbe che  moltissimi contributi utili alla pensione e versati dai datori di lavoro si sono “perduti” e  quindi non sono registrati nell’estratto conto del cassetto previdenziale dei lavoratori.

Secondo quanto riscontrato dalla Cgil «è emerso un malfunzionamento relativo al sistema di versamento e di accredito delle singole posizioni contributive.

Il sindacato ha chiesto all’Istituto un incontro perché venga chiarita la storia dell’accreditamento dei contributi versati e vengano adottati interventi urgenti, intanto,  ha invitato  tutti i lavoratori iscritti alla Gestione Separata a verificare il proprio estratto conto contributivo e a segnalare eventuali mancanze.

21/01/2013

Mobilità: gli incentivi sono stati cancellati

Per 20 anni e fino al 31/12/12 i lavoratori che subivano un licenziamento per crisi si recavano ai Centri per l’impiego puntando sull’iscrizione in lista di mobilità come possibilità per essere ricollocati.

La legge di stabilità per il 2013 non ha prorogato il provvedimento.

Anche l’INPS ha precisato che non sono agevolabili le proroghe, assunzioni o trasformazioni di contratti dalla mobilità, per contratti “siglati” successivamente al 01/01/2013. Si trattava dell’ammortizzatore sociale più in uso (specialmente a causa della recente crisi congiunturale) e che dava la possibilità ai lavoratori licenziati per motivi economici di offrire in dote all’eventuale nuovo datore di lavoro la possibilità di risparmiare sulla propria assunzione, essendo gravati fino a 24 mesi da minore contribuzione.

21/01/2013

Gli interessi nelle transazioni scendono all’8,75%

Si riduce il tasso di riferimento per l’applicazione degli interessi legali moratori da applicare ai ritardati pagamenti nell’ambito delle transazioni commerciali.

Fino al 30 giugno di quest’anno, se scatteranno i presupposti per l’applicazione della “mora legale” sui pagamenti (per come disciplinata dal riformato decreto legislativo 231/02) bisognerà corrispondere al proprio creditore un tasso d’interesse pari all’8,75 per cento.

18/01/2013

Fonte: Il Sole 24 Ore

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