Semplificati frazionamenti o accorpamenti
Il Decreto Sblocca – Italia in versione ancora provvisoria prevede che si possano realizzare con Comunicazione di inizio lavori (CIL), anziché con Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA),
gli interventi di manutenzione straordinaria che consistono nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari, nonché del carico urbanistico, purché si mantenga la volumetria complessiva degli edifici e non sia modificata l’originaria destinazione d’uso.
Si allarga il concetto di manutenzione straordinaria, che trova la sua collocazione nella necessità di rispettare volumi e superfici, bastando il rispetto della volumetria complessiva.
Pertanto se rimangono le dimensioni dell’edificio, accorpamento o frazionamenti di unità vengono declassati a manutenzioni straordinarie, eliminando anche la necessità del permesso di costruire e gli obblighi verso il comune. La Comunicazione di inizio lavori (Cil) è valida anche ai fini dell’aggiornamento catastale e l’amministrazione comunale dovrà tempestivamente inoltrarla all’Agenzia del territorio.
L’ottica del Decreto Sblocca – Italia è anche la semplificazione per la classificazione dei mutamenti di destinazioni d’uso rilevanti.
Infatti la disposizione considera quattro categorie e solo il passaggio da una all’altra è rilevante, mentre i semplici passaggi interni non costituiscono mutamenti di destinazioni d’uso.
Le categorie sono: produttiva e direzionale, residenziale e turistico – ricettiva, commerciale e rurale.
Il Decreto infatti evidenzia che, salvo diversa previsione da parte delle leggi regionali e dei piani regolatori, il mutamento della destinazione d’uso all’interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito.
A tutte queste modificazioni segue anche la scomparsa della Dia (salvo che nella versione super Dia, cioè sostitutiva del permesso di costruire), sostituita dalla Scia e lo stesso rilascio del permesso di costruire diventa più snello.
Nei comuni, infatti, con più di 100.000 abitanti i termini non sono più raddoppiati. Rimangono le vecchie scadenze solo per progetti particolarmente complessi secondo i chiarimenti indicati dal responsabile del procedimento.
24/09/2014
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