Il mutuo – cosa fare se..
Cosa fare se…
SE TROVO LAVORO
Con l’entrata in vigore del Jobs Act c’è stata una ripresa delle domande di assunzione a tempo indeterminato.
Ma come viene trattato in banca il cliente che arriva allo sportello per chiedere un mutuo con un contratto di lavoro a tutele crescenti?
È ancora prematuro avere risposte certe, allo sportello devono avere un po’ di tempo per assimilare la novità.
Nel frattempo chi è alla ricerca di un mutuo può usufruire del fondo di garanzia per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa istituito con la legge di Stabilità 2014 e gestito da Consap.
Una garanzia dello Stato che dovrebbe facilitare la concessione di mutui perché per le banche sarà più semplice recuperare il capitale prestato.
L’importo massimo del mutuo non deve superare i 250 mila euro e viene accordata priorità alle giovani coppie, ai nuclei familiari monogenitoriali e ai giovani con un rapporto di lavoro che fino ad oggi veniva definito atipico.
SE CAMBIO LAVORO
Se per scelta o per necessità, il lavoratore dovesse cambiare non solo attività ma anche città e abitazione, cosa può fare se ha ancora il mutuo da estinguere?
Una soluzione potrebbe essere quella di fare accollare il mutuo in corso all’acquirente della vecchia abitazione.
In questa situazione di mercato, però, con i tassi ai minimi termini, per l’acquirente sarà più facile trovare allo sportello un mutuo più conveniente.
Altre vie che potrebbero essere percorse sono la surroga e la sostituzione.
La surroga è gratuita e consente di spostare il mutuo in un’altra banca che offre condizioni migliori rispetto a quelle pattuite con la propria al momento della stipula ed è possibile cambiare il tasso e la durata del mutuo, ma non l’importo residuo.
Con la sostituzione invece si modifica anche l’ammontare del finanziamento, ma sono necessari una nuova ipoteca e un nuovo atto notarile.
Ma se il mutuo è ormai agli sgoccioli, gli effetti del cambio in corsa potrebbero non essere evidenti.
SE PERDO LAVORO
Con la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, le affievolite protezioni contro i licenziamenti individuali possono destare qualche preoccupazione in più tra i lavoratori dipendenti del settore privato che hanno un mutuo in corso.
Cosa succede se il mutuatario perde il lavoro?
Già da qualche anno chi rimane disoccupato e non riesce a pagare le rate del mutuo può tentare di non perdere anche la casa chiedendo di essere ammesso al «Fondo di solidarietà per i mutui» gestito dalla Consap, che consente di interrompere per 18 mesi il pagamento delle rate, nei casi in cui incorre in un evento indipendente dalla sua volontà che va a intaccare la sua capacità economica (perdita di lavoro, morte o riconoscimento di handicap grave).
Un aiuto che dall’aprile 2013 possono chiedere anche i lavoratori a tempo determinato.
La disponibilità del fondo dovrebbe essere sufficiente a coprire come previsto tutte le istanze che saranno presentate fino a tutto il 2015, ma anche quelle che arriveranno nel 2016 grazie ai tassi di mercato che sono ridotti ai minimi termini.
Fonte: Il Sole 24 Ore
27/03/2015
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