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I preavvisi INPS non sono corretti

L’attività di verifica dell’INPS, ai fini del Durc interno, sta interessando tutte le matricole aziendali che risultano attive nel mese di maggio 2015

( e che presentino situazioni di irregolarità (semaforo rosso) accertate a partire da gennaio 2008 e tuttora sussistenti).

In molti casi, però, le segnalazioni sono determinate dal mancato aggiornamento degli archivi dell’INPS e non da effettive condizioni di irregolarità.

 
A sostenerlo è il Presidente del CNO dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, che in una lettera inviata l’1 giugno scorso al neo presidente dell’INPS, Tito Boeri, ha evidenziato tutte le criticità del procedura.

In particolare, la procedura del Durc interno non tiene in considerazione ai fini della verifica della regolarità contributiva:

• se l’azienda ha in corso una rateizzazione, sia in sede amministrativa che con il concessionario della riscossione;

• se il pagamento del debito è stato effettuato direttamente presso il concessionario della riscossione;

• se la sede provinciale ha inserito un codice di blocco in attesa dello storno contabile dei versamenti effettuati;

• se i versamenti sono stati effettuati in maniera frazionata, in quanto non è in grado di valutarne la congruità;

• se il pagamento non è stato effettuato nei termini, in quanto non è in grado di abbinare il versamento dell’F24, presente nell’archivio, con l’inadempienza presente in altra parte dello stesso archivio;

• se la sede provinciale non ha lavorato le richieste di regolarizzazione.

 

Non bisogna dimenticare che il Durc interno scatta in presenza di agevolazioni contributive, quindi ogni mese, e le conseguenze di natura economica per le imprese possono essere rilevantissime.

Alla luce di quanto su rilevato, secondo i CdL sarebbe meglio che le anomalie siano lavorate prima dalle Sedi INPS, dopodiché quelle non risolvibili si canalizzeranno in appuntamenti ad hoc, con preavviso sulla documentazione occorrente. Solo dopo questi passaggi, potranno partire le Pec con i termini perentori. In questo modo, si porrebbe fine al circolo vizioso che comporta l’invio di avvisi che non dovrebbero proprio essere emessi e che costringono il professionista e le aziende alla duplicazione di attività istruttorie già svolte.

 

05/06/2015

 

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