Attività ispettiva 2015
Contrasto all’occupazione in nero, fenomeno «ulteriormente acuito» dalla crisi economica, ma anche controlli più stringenti sull’inosservanza delle norme in materia lavoristico-previdenziale e
aumento dei ricorsi alle conciliazioni monocratiche e alle diffide accertative per deflazionare il contenzioso e soddisfare le pretese patrimoniali del lavoratore.
Sono basati su queste linee guida i criteri di vigilanza ispettiva per l’anno in corso contenuti nel documento di programmazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in cui si prevede di sottoporre a verifica «almeno» 132.500 aziende, ripartite su base regionale, tenendo conto delle caratteristiche specifiche dei fenomeni di irregolarità emergenti nei diversi ambiti locali.
Su queste basi, i controlli più numerosi saranno effettuati in Puglia (13.880), seguita da Lombardia (13.800) e Lazio (12.600).
Nel documento sono previste, inoltre, almeno quattro specifiche campagne di vigilanza «straordinarie», che saranno organizzate nel corso dell’anno.
Per quanto concerne il lavoro sommerso – che interessa particolarmente l’edilizia, il commercio, la ristorazione e l’agricoltura – nel documento si prevede che gli uffici territoriali potranno programmare i cosiddetti accessi «brevi», verificando in maniera mirata all’interno dell’azienda solo l’esistenza di lavoratori in nero.
28/04/2015
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