Ddl Lavoro Governo Renzi
Sono tre le misure principali del pacchetto di misure per la crescita studiato dal governo Renzi: Jobs Act, taglio del cuneo fiscale e rimborso dei debiti della PA.
Il provvedimento potrebbe essere diviso: da una parte l’introduzione del nuovo sussidio universale di disoccupazione e la riduzione/ridefinizione delle numerose forme di figure contrattuali atipiche, le misure per il riordino degli ammortizzatori sociali, l’eliminazione della cassa integrazione in deroga, dall’altra le misure per la modifica al contratto di apprendistato, l’introduzione del nuovo contratto unico a tutele crescenti per incoraggiare le nuove assunzioni.
Jobs Act
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha scelto la formula del Disegno di Legge per il Jobs Act, prevedendo così un iter più lungo ed il passaggio per le Commissioni e quindi per il Parlamento.
Tra le novità contenute nella nuova riforma del Welfare, particolare attenzione è stata dedicata in materia di ammortizzatori sociali, rinominando l’ASpI in Naspi.
Si tratta di un sussidio di disoccupazione universale per tutti coloro che perdono il lavoro e ha una durata pari alla metà dei mesi lavorati negli ultimi 4 anni (massimo due anni).
L’importo dell’indennità, invece, partirà tra i 1100 e 1200 euro al mese, per scendere sui 700 euro col passare del tempo.
Tale sussidio, stimato in circa 9,5 miliardi di euro, viene finanziato con 7 miliardi derivanti dagli stanziamenti previsti per l’odierna Aspi e con 2,5 miliardi di euro attualmente posti a copertura della Cassa integrazione in deroga.
Cuneo fiscale
Per quanto riguarda il taglio del cuneo fiscale, il problema maggiore riguarda le coperture.
Probabilmente l’intervento sarà quasi tutto sull’Irpef, con tagli che dovrebbero portare in busta paga circa 80/100 euro al mese per i redditi fino a 25.000,00 euro, più qualche intervento a favore delle imprese come ad esempio la concessione di sgravi per le nuove assunzioni.
Debiti PA
Sul provvedimento per il pagamento dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni la soluzione dovrebbe arrivare con il coinvolgimento delle banche e della Cassa Depositi e prestiti.
13/03/2014
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