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INL: telecamere in azienda nuove indicazioni

Con la Circolare n. 5 del 19 febbraio 2018, l’INL ha fornito importanti indicazioni operative sull’ istallazione e utilizzazione di impianti audiovisivi e di altri strumenti di controllo ai sensi dell’art.4 della legge n.300/1970.

Tuttavia, però, non è variata la documentazione che i datori di lavoro devono presentare per ottenere il consenso positivo, rispettando le indicazioni disposte dal Ministero del lavoro del 10 marzo 2017.

L’Ispettorato, nella circolare, precisa che l’attività di controllo è legittima solo se strettamente funzionale alla tutela dell’interesse dichiarato, il quale non può essere modificato nel corso del tempo nemmeno se vengano invocate altre ragioni legittimanti il controllo stesso, ma non dichiarate nell’istanza di autorizzazione.

Pertanto, se le riprese sono coerenti con le ragioni che giustificano non appare fondamentale specificare il posizionamento predeterminato, l’esatto numero delle telecamere da installare e l’introduzione di limitazioni all’angolo delle telecamere per evitare di riprendere i lavoratori.

L’Ispettorato, nella circolare, precisa che l’attività di controllo è legittima solo se strettamente funzionale alla tutela dell’interesse dichiarato, il quale non può essere modificato nel corso del tempo nemmeno se vengano invocate altre ragioni legittimanti il controllo stesso, ma non dichiarate nell’istanza di autorizzazione. Pertanto, se le riprese sono coerenti con le ragioni che giustificano non appare fondamentale specificare il posizionamento predeterminato, l’esatto numero delle telecamere da installare e l’introduzione di limitazioni all’angolo delle telecamere per evitare di riprendere i lavoratori.

Per poter procedere con l’installazione di queste tipologie di strumenti, che prevedono un controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, preventivamente sarà necessario stipulare un accordo collettivo con le RSA o RSU. Nel caso in cui non siano presenti rappresentanze sindacali o in mancanza di un accordo con le stesse, sarà possibile installare tali strumenti solo dopo aver richiesto l’autorizzazione all’INL territorialmente competente. Tuttavia, l’INL ha precisato, con la lettera 4619 del 24 maggio 2017, che l’autorizzazione rilasciata dall’Istituto stesso potrà essere sostituita da un successivo accordo sindacale.

Per poter procedere con l’installazione di queste tipologie di strumenti, che prevedono un controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, preventivamente sarà necessario stipulare un accordo collettivo con le RSA o RSU. Nel caso in cui non siano presenti rappresentanze sindacali o in mancanza di un accordo con le stesse, sarà possibile installare tali strumenti solo dopo aver richiesto l’autorizzazione all’INL territorialmente competente. Tuttavia, l’INL ha precisato, con la lettera 4619 del 24 maggio 2017, che l’autorizzazione rilasciata dall’Istituto stesso potrà essere sostituita da un successivo accordo sindacale.

Al contrario, l’INL ha previsto che l’uso di apparecchiature di videosorveglianza non ancora in funzione o finte vanno a violare l’art.4 della legge 300/1970. Inoltre, la violazione di questi divieti è sanzionata con un’ammenda da 154 a 1549 euro o con l’arresto da 15 giorni a un anno salvo che il fatto non costituisca reato più grave.

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