Il Bonus Mobili

Gentile Cliente,

con la stesura del presente documento informativo intendiamo metterLa a conoscenza del fatto che l’art. 16 co. 2 del D.L. 4.6.2013 n. 63 ha introdotto una nuova detrazione IRPEF del 50% delle spese documentate per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo “dell’immobile oggetto di ristrutturazione”, nel limite di spesa di 10.000,00 euro (c.d. “bonus arredamento”).

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In sede di conversione nella L. 3.8.2013 n. 90, l’agevolazione in esame è stata estesa anche all’acquisto di determinati elettrodomestici.

 

SOGGETTI BENEFICIARI

La nuova detrazione del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici interessa soltanto i soggetti che possono beneficiare della detrazione IRPEF “maggiorata” del 50% per le spese sostenute:

–       dal 26.6.2012 al 31.12.2013;

–       in relazione a determinati interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Pertanto, non si può usufruire del “bonus arredamento”:

–        se non ricorrono le condizioni per poter beneficiare della detrazione   IRPEF del 50% relativa agli interventi edilizi (es. per mancato pagamento delle relative spese con bonifico);

–       in relazione alle spese per interventi edilizi sostenute prima del 26.6.2012, per le quali spetta la detrazione IRPEF del 36%.

AMBITO OGGETTIVO DI APPLICAZIONE

La nuova detrazione del 50% si applica in relazione agli acquisti di mobili e  grandi elettrodomestici.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per poter fruire della detrazione, i beni in esame devono essere nuovi.

 

MOBILI AGEVOLABILI

Come precisato dall’Agenzia delle Entrate, la nuova detrazione del 50% si applica in relazione agli acquisti di mobili, quali: letti, materassi, armadi, credenze, cassettiere e comodini,librerie, scrivanie, tavoli,  sedie, divani, poltrone, apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile.

Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di:porte, pavimentazioni (es. il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo.

Sono detraibili anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

 

ELETTRODOMESTICI AGEVOLABILI

Come precisato dall’Agenzia delle Entrate, la nuova detrazione del 50% si applica in relazione agli acquisti di grandi elettrodomestici:

–       di classe energetica non inferiore alla “A+”, ovvero classe “A” per i forni, in relazione alle apparecchiature per le quali è obbligatoria l’etichetta energetica;

–       oppure per i quali non sia ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica.

Rientrano nei “grandi elettrodomestici”, ad esempio, frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

 

PERIODI DI ACQUISTO

Per poter usufruire della detrazione, le spese per l’acquisto dei suddetti beni devono essere sostenute nel periodo:

–       dal 6.6.2013 (data di entrata in vigore del D.L. 63/2013), anche in relazione agli acquisti di elettrodomestici, ancorché introdotti in sede di conversione;

–       al 31.12.2013 (analogamente alle spese per lavori edilizi che danno diritto alla detrazione IRPEF del 50%).

 

DESTINAZIONE ALL’ARREDO DELL’IMMOBILE RISTRUTTURATO

Per poter beneficiare della nuova detrazione del 50%, i mobili e gli elettrodomestici acquistati devono essere “finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione”.

Non possono ottenere l’agevolazione, quindi, coloro che:

–       rinnovano solo i mobili o gli elettrodomestici senza aver eseguito interventi di recupero edilizio;

–       acquistano mobili o elettrodomestici per arredare un’abitazione di nuova costruzione.

 

INTERVENTI RILEVANTI

Il “bonus arredamento” è collegato ai seguenti interventi edilizi, per i quali si usufruisce della specifica detrazione IRPEF del 50%:

–       manutenzione ordinaria sulle parti comuni di edificio residenziale (es. guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni condominiali, lavatoi, ecc.);

–       manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari residenziali e sulle parti comuni di edificio residenziale;

–       restauro e risanamento conservativo su singole unità immobiliari residenziali e sulle parti comuni di edificio residenziale;

–       ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari residenziali e sulle parti comuni di edificio residenziale;

–       interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, ancorché non rientranti nelle categorie precedenti, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;

–       restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.

Non possono usufruire del “bonus arredamento”, quindi, coloro che beneficiano della detrazione IRPEF del 50% in relazione ad interventi diversi da quelli sopra elencati, ad esempio:

–       acquisto di box auto pertinenziali;

–       effettuazione, su singole unità immobiliari residenziali, di opere volte ad evitare gli infortuni domestici o di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, qualora non possano essere qualificate almeno come “manutenzione straordinaria”.

 

ADEMPIMENTI

Per usufruire del “bonus arredamento” è inoltre necessario:

–       utilizzare determinate modalità di pagamento per gli acquisti dei mobili e degli elettrodomestici e delle relative spese di trasporto e montaggio;

–       conservare la prevista documentazione.

Non sono invece previste istanze da presentare né comunicazioni preventive da effettuare.

Con il comunicato stampa 4.7.2013 n. 100, l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che, per beneficiare del “bonus arredamento”, i contribuenti devono eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, con le medesime modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristruttura-zione.

Nei bonifici, pertanto, devono essere indicati:

–       la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste Italiane per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati;

–       il codice fiscale del beneficiario della detrazione;

–       il numero di partita IVA ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Con la circ. 18.9.2013 n. 29, l’Agenzia delle Entrate ha però ammesso che, per fruire della detrazione, i pagamenti possono essere effettuati anche mediante carte di credito o di debito, in alternativa al bonifico.

In caso di utilizzo di carte di credito o carte di debito, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso.

Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento

 

LIMITE MASSIMO

L’ammontare complessivo della spesa agevolabile per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici (e relative spese di trasporto e montaggio) non può essere superiore a 10.000,00 euro.

Anche la nuova detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo.

L’importo massimo di ciascuna rata annuale della detrazione è quindi pari a 500,00 euro, che può “moltiplicarsi” qualora il “bonus arredamento” venga usufruito in relazione a più unità immobiliari o parti comuni condominiali.

La detrazione spetta fino a concorrenza dell’IRPEF lorda; analogamente alle altre detrazioni d’imposta per oneri, pertanto, non è possibile “andare a credito”.

 

Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Cordiali saluti   

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Le novità fiscali del Decreto Lavoro

Riportiamo in sintesi le novità di carattere fiscale contenute nel Decreto Lavoro (convertito nella Legge n. 99/2013, entrata in vigore il 23/08/2013).

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LE NOVITA’ FISCALI DEL DECRETO LAVORO

 

RESPONSABILITA’ SOLIDALE NEGLI APPALTI E LAVORATORI AUTONOMI Dopo il Decreto del fare (D.L. n. 69/2013, convertito nella Legge n. 98/2013), che ha eliminato la responsabilità solidale negli appalti ai fini fiscali tra appaltatore e subappaltatore in caso di mancati versamenti Iva, lasciando invece ferma quella per il versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente, anche il Decreto lavoro è intervenuto in tema di responsabilità solidale.Ha, infatti, esteso l’applicabilità della disciplina sulla responsabilità solidale (per le ritenute) anche ai lavoratori autonomi, cioè ai compensi e agli obblighi di natura previdenziale e assicurativa da assolvere nei confronti dei lavoratori autonomi, e non solo, quindi, dei lavoratori dipendenti.In sostanza, anche l’impiego di lavoratori autonomi nei contratti di appalto di opere e servizi fa scattare l’obbligo di responsabilità solidale tra il committente e l’appaltatore, oltre che tra l’appaltatore ed il subappaltatore, entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto.La nuova disposizione non si applica in caso di contratti di appalto stipulati dalle Pubbliche Amministrazioni. 
LIMITE DI REDDITO PER PENSIONE DI INABILITA’ Viene stabilito che il limite di reddito per il diritto alla pensione di inabilità a favore dei mutilati e degli invalidi civili (100%), è calcolato con esclusivo riferimento al reddito ai fini IRPEF del soggetto medesimo, con esclusione quindi del reddito percepito da altri componenti (es. coniuge) del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte.Si precisa che gli invalidi civili totali, per beneficiare dell’assegno di invalidità per il periodo d’imposta 2013 (pari a 275,87 euro), devono avere un  reddito annuo (del soggetto interessato) non superiore a 16.127,30 euro.La nuova disposizione si applica anche alle domande di pensione di inabilità già presentate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto lavoro (23 agosto 2013), senza però il riconoscimento di importi arretrati e a condizione che sulle domande non sia intervenuto un provvedimento definitivo.La norma detta fine alla diatriba sul calcolo del limite reddituale da conteggiare ai fini della concessione della pensione agli invalidi civili totali, escludendo da tale conteggio il reddito del coniuge e di altri familiari appartenenti al nucleo familiare. 

INTERESSI SU CONTI E DEPOSITI

Il Decreto lavoro è intervenuto anche sulle ritenute che le aziende e gli istituti di credito sono tenuti a versare a titolo di acconto per gli interessi maturati sulle somme depositate su conti correnti o depositi.In particolare, per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013 e per quello successivo (2014), il versamento di tale acconto è fissato nella misura del 110%. Per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013, la novità ha effetti solo sulla seconda scadenza di acconto, effettuando il versamento in misura corrispondente alla differenza fra l’acconto complessivamente dovuto e l’importo versato alla prima scadenza. 

IMPOSTA DI CONSUMO SULLE   SIGARETTE ELETTRONICHE

A decorrere dal 1° gennaio 2014, sarà introdotta un’imposta di consumo del 58,5% sul prezzo di vendita al pubblico delle sigarette elettroniche e delle relative parti di ricambio.La vendita di sigarette elettroniche e relative parti di ricambio, inoltre, viene ora consentita anche nelle tabaccherie.Con un apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze da emanare entro il 31 ottobre 2013, verranno stabilite le norme per una disciplina organica della produzione e del commercio di tali prodotti. 

SISMA  MAGGIO 2012

Viene stabilito che, per i contribuenti che hanno sede o unità locali nel territorio dei Comuni colpiti dal sisma di maggio 2012, che abbiano subìto danni a seguito di tali eventi sismici, tutti i contributi, gli indennizzi ed i risarcimenti connessi con tali eventi sismici (di qualsiasi natura e indipendentemente dalle modalità di fruizione e contabilizzazione) non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi (Irpef e Ires) e dell’Irap. 

IVA AL 22%

DAL  1° OTTOBRE 2013

E’ stato confermato il rinvio al 1° ottobre 2013 dell’incremento di un punto percentuale dell’aliquota IVA ordinaria dal 21% al 22%, fissato inizialmente per il 1° luglio 2013. 

AUMENTO

ACCONTI 2013

Con la conversione in legge del decreto del lavoro è confermato l’aumento, a decorrere dal 2013:–  dal 99 al 100% dell’acconto Irpef ed Irap dovuto dalle persone fisiche e società di persone;–  dal 100 al 101% dell’acconto Ires ed Irap previsto per i soggetti Ires.Gli aumenti si dovranno applicare in sede di calcolo della seconda o unica rata dell’acconto Irpef/Irap/Ires 2013, da versare entro il 2.12.2013 (in quanto quest’anno il 30 novembre cade di sabato), effettuando il versamento in misura pari alla differenza fra l’acconto complessivamente dovuto e l’importo dell’eventuale prima rata di acconto. 

START   UP

Ecco le novità in materia di start up: 
Soci Eliminato il vincolo che imponeva che i soci fossero persone fisiche e che detenessero per 24 mesi la maggioranza del capitale sociale
Investimenti Diminuita dal 20% al 15% la percentuale di spese in ricerca e sviluppo
Dipendenti Introdotta la possibilità che la forza lavoro sia composta per almeno 2/3 da personale in possesso di laurea magistrale
Diritti Introdotta la possibilità che la società sia titolare  di diritti relativi ad un programma per elaboratore originario
Registrazione Cancellato il termine di 60 giorni per depositare al Registro Imprese la dichiarazione di possesso dei requisiti
Vengono, inoltre, estese anche al 2016 (oltre che al 2013, 2014 e 2015) le agevolazioni fiscali a favore delle persone fisiche e giuridiche che investono nel capitale sociale di imprese start-up. Il beneficio consiste nella detrazione Irpef del 19%, o deduzione Ires del 20% delle somme investite. Le suddette agevolazioni passano al 25% e 27% nel caso in cui le start-up siano a vocazione sociale, o sviluppino e commercializzino prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico. 

ABOLIZIONE   SRL   A CAPITALE     RIDOTTO

La legge di conversione del decreto del lavoro conferma la cancellazione della Società a responsabilità limitata a capitale ridotto (Srlcr), introdotta con il D.l. 83/2012, già operata in sede di decreto legge.Pertanto non è più possibile costituire srl di tale tipologia e quelle finora costituite sono convertite in automatico dal Registro delle Imprese in srl semplificate (Srls). 

MODIFICHE  SRL SEMPLIFICATE

Il decreto del lavoro nella sua versione finale conferma le modifiche attuate in sede di D.l. 76/2013 alla disciplina delle srl semplificate.Si ricorda che tale tipologia di società è stata introdotta dal decreto liberalizzazioni (art. 3 comma 1 del D.L. n.1 del 24 gennaio 2012 convertito in L. 27/2012), inserita nel codice civile all’articolo 2643-bis e disciplinata oltre che dalla norma istitutiva anche dalle disposizioni della S.r.l. ordinaria laddove compatibili.Queste sono le caratteristiche della società modificate dal decreto del lavoro:¨      la costituzione della Srls era consentita solo a persone fisiche che non avessero compiuto 35 anni di età. Ora invece è eliminato per i soci il limite dei 35 anni, per cui alla Srls possono partecipare persone fisiche di qualunque età;¨      era vietata la cessione di quote a soggetti non aventi i requisiti d’età fissati per la costituzione della srls, ora tale divieto è stato eliminato;–   gli amministratori dovevano essere necessariamente soci, mentre ora si prevede che gli amministratori possano anche non essere soci;–  deve costituirsi per atto pubblico secondo il modello approvato con D.M. Giustizia n.138 del 23 giugno 2012, pubblicato in G. U. n.189 del 14 agosto 2012. In base alla modifica apportata in sede di conversione in legge del decreto del lavoro le clausole del modello sono inderogabili.Restano ferme, invece, le altre caratteristiche della Srls:–   la società può essere sia pluripersonale che unipersonale, quindi alla base vi può essere un vero e proprio contratto sociale ovvero un atto unilaterale;–   la denominazione sociale deve specificare che si tratta di Srl semplificata;–   il Capitale sociale deve essere compreso tra 1 e 9.999 euro, e può essere costituito solo da conferimenti in denaro e deve essere versato integralmente alla costituzione, nelle mani degli amministratori;–   l’atto costitutivo, pur esigendo il passaggio dal notaio, non richiede onorari notarili ed è esente da imposta di bollo e diritti di segreteria. È dovuta solo l’imposta di registro fissa sui conferimenti di capitale – €168 – oltre ai diritti di iscrizione in Cciaa (e poi una volta all’anno) e le altre tasse normalmente dovute (ad esempio quella di CC.GG. dovuta per la messa in uso e prima vidimazione dei libri sociali obbligatori). 

MODIFICHE   SRL ORDINARIA

Le novità apportate con la conversione in legge del decreto del lavoro alla disciplina societaria riguardano anche la Srl ordinaria, per la quale viene ora previsto che:–   il 25% del conferimento in denaro del capitale sociale venga effettuato agli amministratori, e non più in banca;–   il capitale sociale possa essere anche inferiore a 10.000 euro, ma comunque almeno pari a 1 Euro. In questo caso i conferimenti devono essere effettuati in denaro, e versati per intero nelle mani di coloro che sono nominati amministratori della società. Inoltre una somma pari a 1/5 degli utili netti risultanti dal bilancio di ogni esercizio deve essere mandata a formare la riserva legale fino a che il patrimonio netto della società non abbia raggiunto 10.000 Euro. La riserva può essere utilizzata  solo per imputarla a capitale e per coprire eventuali perdite, e deve essere sempre reintegrata nei casi in cui risulti diminuita per qualsiasi ragione. 

       

 Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

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Richiesta diminuzione acconti 730

I contribuenti che hanno presentato il modello 730 che prevedeva il prelievo degli acconti per il 2013 o anche di un unico acconto a novembre 2013,

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qualora riscontrino di non dover pagare il secondo acconto IRPEF a novembre 2013 o di doverlo pagare in misura ridotta, dovranno presentare apposita richiesta in carta libera al proprio datore di lavoro o ente pensionistico, entro e non oltre il 30/09/2013.

Si ricorda che le imposte da versare a titolo di primo e secondo acconto per i redditi 2013 da dichiarare nel 2014,  possono essere ridotte quando, da una valutazione effettuata, il contribuente presume di non dover pagare, o di dover pagare meno di quanto scaturisce in automatico dalla dichiarazione presentata.

Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

16/9/2013

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